L’Associazione Rurale Italiana scrive ai ministri: «Respingano l’ennesima deregolamentazione voluta dalla Commissione Europea»
Non bastava la deregulation sui nuovi Ogm vegetali, i prodotti delle cosiddette Ngt, ((Tea in Italia). Dopo il via libera dell’europarlamento all’arrivo nei campi e sulle nostre tavole di piante modificate con le nuove tecniche genomiche, ora incombe la minaccia dei microrganismi Ogm che la Commissione Europea propone di disseminare senza precauzioni nell’ambiente.
Ari, Associazione Rurale Italiana, ha dunque inviato un appello ai ministri dell’agricoltura, dell’ambiente e della salute chiedendo che «si oppongano con fermezza alla proposta di direttiva della Commissione Europea sulla disseminazione volontaria di microrganismi Ogm».
L’allarme è altissimo. «La Commissione vuole accelerare l’accesso al mercato dei microrganismi geneticamente modificati (noti con l’acronimo Mgm), con una nuova direttiva presentata nell’ambito dell’European Biotech Act del 16 dicembre 2025» spiega Antonio Onorati, che per Ari sta seguendo la questione e che è anche referente in Italia del Coordinamento Europeo di Via Campesina, l’organizzazione internazionale che rappresenta i piccoli contadini indipendenti.
«La proposta indebolirebbe in misura significativa le norme di sicurezza dell’Ue, non trova fondamento in evidenze scientifiche che attestino la sicurezza di questa scelta ed è dunque incompatibile con il principio di precauzione europeo – spiega Onorati – Chiediamo pertanto al Governo italiano di assumere una posizione ferma contro la proposta ., sia in sede di Consiglio Ue che nel quadro del dialogo interistituzionale. Come contadini e contadine, lavoriamo quotidianamente con i microrganismi, nei suoli, nei microbiomi animali e vegetali, nei processi di fermentazione e trasformazione alimentare. I microrganismi svolgono un ruolo essenziale negli ecosistemi, nella fertilità dei suoli, nei cicli biogeochimici, nella salute degli esseri umani e degli animali. Si riproducono rapidamente, evolvono velocemente e scambiano materiale genetico al di là dei confini tra specie, senza che esistano a oggi strumenti in grado di seguirne in tempo reale tutte le evoluzioni e interazioni. Dunque, disseminare Mgm nell’ambiente comporta rischi che vanno persino oltre ciò che si potrebbe immaginare».
La proposta della Commissione mira a facilitare la commercializzazione di Mgm brevettati in fertilizzanti, pesticidi, prodotti veterinari e prodotti utilizzati nella trasformazione alimentare.
«La disseminazione volontaria di Mgm ingegnerizzati potrebbe avere conseguenze profonde e potenzialmente irreversibili, ben al di là delle funzioni previste – prosegue Onorati – I processi essenziali nei microbiomi vegetali, animali e umani possono essere perturbati. Le funzioni critiche dei suoli e di tutti gli ecosistemi agricoli potrebbero essere destabilizzate, con ripercussioni sulla loro resilienza e sulla capacità di adattamento ai cambiamenti climatici. Una volta rilasciati, i Mgm non possono essere efficacemente controllati né richiamati. Peraltro, oltre ai potenziali rischi per ambiente e salute, si metterebbero anche a rischio le produzioni di qualità certificata italiane con forti perdite economiche».
Il rilascio di Mgm potrebbe avere quindi «gravi conseguenze sia per l’agricoltura convenzionale che biologica, nonché per l’apicoltura, che sarebbero esposte alla contaminazione senza tutele – aggiunge Onorati – Inoltre, contadini e operatori delle filiere agricole rischierebbero di vedersi trascinati nei tribunali nel caso in cui nelle loro colture si trovassero Mgm brevettati che ci sono finiti proprio per contaminazione accidentale: una follia. Per non parlare poi dell’ulteriore dipendenza strutturale che le aziende dovrebbero subire nei confronti delle multinazionali detentrici dei brevetti».
Ari ritiene dunque inaccettabili le scelte della Commissione:
- l’indebolimento dei requisiti per la valutazione del rischio;
- l’introduzione di una categoria di Mgm per la catena alimentare;
- l’eliminazione della limitazione temporale delle autorizzazioni Ue e, in taluni casi, la rinuncia alla sorveglianza post-commercializzazione;
- l’allentamento dei requisiti per i metodi di analisi usati per rilevare, identificare e quantificare i Mgm;
- l’assenza di una valutazione d’impatto formale.
Per interviste: Antonio Onorati 340 8219456
Per contatti e informazioni: segreteria@assorurale.it
