Traduciamo e diffondiamo il comunicato stampa pubblicato ieri dal Coordinamento Europeo Via Campesina, in cui si cita anche il ruolo del governo italiano nella sorte di questo pericoloso trattato di libero scambio e il nostro ultimo comunicato in merito.
Siamo nella fase finale del processo di ratifica del trattato UE-Mercosur e l’accordo può ancora essere bloccato. Ci aspettiamo a breve una votazione in seno al Consiglio europeo. Per respingere il trattato è necessaria una minoranza di blocco composta da almeno 4 Stati membri e dal 35% della popolazione dell’UE. Se Francia, Belgio, Austria, Ungheria, Irlanda, Romania e Italia non voteranno a favore dell’accordo in seno al Consiglio europeo, saranno più che sufficienti per bloccarlo. ECVC ricorda a questi paesi che il contenuto del trattato non è cambiato dal dicembre 2024 e che non vi è alcun motivo per cambiare posizione. Le clausole di salvaguardia non sono una scusa per sostenere il trattato, in quanto sono inadeguate ad affrontare gli impatti locali e strutturali che devono affrontare gli agricoltori. Anche se il Parlamento dovesse approvare le clausole di salvaguardia più forti attraverso degli emendamenti, la situazione non cambierebbe poiché l’accordo sarebbe firmato solo dall’UE e sarebbe in contrasto con il meccanismo di salvaguardia previsto dal testo del trattato. ECVC invita i governi degli Stati membri a mantenere le promesse di sostegno fatte recentemente agli agricoltori e a respingere l’accordo UE-Mercosur!
Tra questa potenziale minoranza di blocco, l’Italia, la Francia e la Polonia, che sono i paesi più grandi del gruppo, hanno una responsabilità specifica nell’esito del processo. Emmanuel Macron ha dichiarato a febbraio, in merito al testo dell’accordo, che avrebbe fatto “di tutto per impedirne l’approvazione, al fine di proteggere la sovranità alimentare francese ed europea”. Lo invitiamo a mantenere la sua promessa e ad agire in modo proattivo per proteggere questa minoranza di blocco dalle pressioni che i suoi membri stanno ricevendo dalla Commissione e dagli altri sostenitori dell’accordo UE-Mercosur. A giugno, i governi francese e italiano hanno dichiarato che “l’attuale accordo UE-Mercosur non protegge sufficientemente gli agricoltori europei dai rischi di perturbazione del mercato e non garantisce la sovranità alimentare del continente a lungo termine”.[1] Poiché il trattato non è cambiato dalla sua conclusione, i suoi effetti disastrosi sull’agricoltura rimangono gli stessi. Nessuna promessa futura né manovra politica in cambio del loro sostegno all’accordo può essere accettata dagli agricoltori.
I danni che gli agricoltori e i cittadini dovranno subire non possono essere giustificati dalla ridicola crescita dello 0,05% del PIL prevista dallo studio macroeconomico della Commissione stessa[2] . Questo studio cita ma ignora i rischi legati alla sicurezza alimentare e alla violazione dei diritti umani sia in Europa che nei paesi esportatori; ignora inoltre i rischi legati alle differenze negli standard sanitari e fitosanitari rispetto ai paesi del Mercosur (uso di antibiotici e pesticidi vietati in Europa) e quindi i rischi per l’ambiente e la salute umana. In Italia, i nostri membri hanno affermato che “l’aumento della competitività tra l’agricoltura italiana, diversificata e ad alto valore aggiunto, e quella dei paesi del Mercosur, specializzata nella produzione di massa e a basso costo, aumenterà la pressione sui produttori italiani”.[3]
È ora che questi Stati membri mantengano i loro impegni e chiariscano una volta per tutte: “Respingiamo l’accordo UE-Mercosur, con o senza clausole di salvaguardia!”.
Note per l’editore
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