L’Italia, dando seguito alla notifica B/IT/24/01 con la piantumazione avvenuta ieri del “Ris8imo” presso l’azienda agricola “Radice Fossati” a Mezzana Bigli, in provincia di Pavia,  ha perso la leadership mondiale di paese libero da OGM.

Il coro degli osanna non può nascondere i limiti scientifici del cosiddetto “riso della Vittoria”. Le imprecisioni presenti nella notifica dovrebbero aver sollevato almeno perplessità da parte delle autorità che hanno autorizzato la sperimentazione. Una fra tutte. Si legge nella notifica  “…La variazione apportata è stata ottenuta mediante genoma editing (tipo NGT-1) ..”  ma il richiamo ad un regolamento europeo in discussione nel prossimo parlamento che non porta nessuna descrizione scientifica delle “NGT1”, come ampiamente documentato dall’agenzia per la sicurezza alimentare francese in ben due rapporti, non ha nessun valore salvo a volersi tutelare presentando il prodotto come un “NGT1” escluso dai futuri obblighi di tracciabilità e valutazione di impatto. Un trucco, insomma.

Dopo ben 24 anni di legislazione nazionale a garanzia della produzione “GMO free” dell’agricoltura italiana, a causa delle scellerate scelte dei governi Draghi e Meloni, rispettivamente con il decreto “Ucraina” e “Siccità”, l’Italia diventa un Paese a rischio deriva biotecnologica.

La modalità con cui la politica, l’accademia e le organizzazioni agricole sedicenti maggioritarie hanno imposto alla Nazione il rischio di perdere il lavoro svolto degli ultimi decenni per posizionare l’agricoltura italiana ai vertici di una classifica della qualità delle produzioni è a dir poco sconcertante.

Nessuna discussione pubblica, nessuna campagna informativa ragionevole, nessuna valutazione seria dei rischi, in particolare relativi ai danni economici dei settori come il biologico o le DOP e IGP, a cui andiamo incontro soltanto per una supina condiscendenza con l’agroindustria e la parte più retriva del mondo accademico e sindacale.

Le accuse di luddisti, gli attacchi portati a quanti per quasi un quarto di secolo, scienza alla mano, hanno contestato gli OGM di vecchia e nuova generazione confermano la totale mancanza di volontà di confrontarsi con la cittadinanza su temi di portata strategica per l’agricoltura e per la società intera. Inutile ricordare che il comparto agricolo oltre a essere fondamentale per l’economia del paese e anche quello che dà il cibo alla totalità dei nostri concittadinə a cui non è stato chiesto se sono disposti ad avere nel piatto un riso manipolato per acquisire una resistenza che al massimo – tecnicamente – avrà un’efficacia limitata ai 3-5 anni. 

Immaginare che i consumatori del riso saranno felici di comprare una scatola d’Arborio con “Ris8imo” al momento è una semplice illusione, la grandissima maggioranza degli italianə non vogliono mangiare OGM. Il trucco di cambiare nome ai prodotti NGT chiamandoli “TEA” (Tecniche di Evoluzione Assistita) testimonia il disprezzo per l’intelligenza dei consumatorə di questo paese.

Per questo denunciamo pubblicamente questa forzatura dovuta proprio alla mancanza di coraggio ad affrontare in maniera civile e democratica una discussione politica e scientifica sulla questione dell’edizione del genoma e delle sue applicazioni.

Continueremo le nostre attività di informazione e documentazione per contrastare questo tentativo di mistificare il tema dei nuovi OGM spacciandoli, ancora una volta e con le stesse promesse dei vecchi OGM, per la soluzione miracolosa a tutti i problemi agricoli, dai parassiti alla siccità, dalla doverosa diminuzione di uso di pesticidi all’aumento vertiginoso della produzione il cui fallimento è riconosciuto pure dai premi Nobel ideatori del CRISPR/CAS. Promesse e affari per le industrie sementiere.

Noi produciamo cibo non lo fabbrichiamo e non ci stancheremo mai di dirlo!

 

Contatti: 

Antonio Onorati: +39 340 821 9456 / antonio.onorati48@gmail.com
Alessandra Turco: +39 347 642 7170 / cascinamalerbe@gmail.com

 

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