COMUNICATO STAMPA Associazione Rurale Italiana – ARI Roma, 22 aprile 2026
“Tutti hanno diritto ad un’opinione, nessuno è esentato dalla verità”
ARI replica alle affermazioni dei senatori Gian Marco Centinaio (Lega) e Luca De Carlo (FdI) sul passaggio procedurale del Consiglio UE relativo al regolamento sulle Nuove Tecniche Genomiche
L’Associazione Rurale Italiana esprime forte dissenso alle dichiarazioni rese dai senatori Gian Marco Centinaio e Luca De Carlo in merito al passaggio del Consiglio dell’Unione Europea relativo al regolamento sulle Nuove Tecniche Genomiche (NGT/TEA). Dichiarazioni che contengono grosse e rilevanti imprecisioni fattuali e omettono sistematicamente gli elementi più critici di un dossier che riguarda il futuro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e dell’accesso alle sementi per gli agricoltori italiani.
Il senatore De Carlo ha presentato il voto del Consiglio come l’adozione definitiva delle norme NGT. Falso. In realtà si tratta di un passaggio procedurale di routine, senza dibattito. Il regolamento non è ancora in vigore: manca il voto finale della plenaria del Parlamento europeo, atteso per il mese di maggio 2026, seguito dall’adozione formale del Consiglio e dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Presumibilmente le norme non diventeranno applicabili prima del 2028. Presentare questo passaggio come una conclusione è fuorviante nei confronti dei cittadini e degli agricoltori.
Il senatore De Carlo afferma che “l’Italia ha avuto il coraggio di seguire la scienza per prima, trascinando con sé l’Europa”. I dati disponibili smentiscono questa narrazione in modo netto.
Secondo l’analisi IPI CRISPR Patent & Licence Landscape on Plants 2025, aggiornata a marzo 2026 e presentata da ARI in sede ECVC, il panorama brevettuale NGT a livello mondiale è il seguente:
- 23.696 famiglie di brevetti CRISPR mondiali
- 5.152 famiglie su piante CRISPR
- 2.350 brevetti NGT impliciti (non transgenici)
- 247 brevetti NGT espliciti “DNA-free”
- ~425 nuove famiglie NGT depositate solo nel 2024
I principali titolari di brevetti NGT con copertura europea sono quasi esclusivamente soggetti nordamericani: Corteva Agriscience (primo depositante mondiale in UE, con licenze esclusive da UC Berkeley, Univ. Vienna e Univ. Vilnius), Broad Institute/MIT/Harvard, Pairwise Plants Services, Bayer-Monsanto, UC Berkeley. Tra gli attori europei figurano KWS (Germania), Limagrain (Francia) e CNRS (Francia). L’Italia non detiene alcun brevetto NGT rilevante a livello europeo o mondiale. La ricerca pubblica italiana (CREA/TEA4IT) opera con fondi pubblici e non si è tradotta in proprietà intellettuale commerciale significativa. Affermare che l’Italia “trascina l’Europa” sul fronte delle TEA è una narrazione politica priva di riscontro nei dati relativi ai brevetti.
I senatori presentano il regolamento NGT come una “cassetta degli attrezzi” per gli agricoltori italiani ed europei. L’analisi della struttura di mercato racconta una storia diversa.
I quattro grandi gruppi sementieri — Bayer (23%), Corteva (17%), Syngenta/ChemChina (10%), BASF (7%) — controllano già il 60% del mercato mondiale delle sementi (45 miliardi di dollari) e il 60-70% del mercato mondiale dei pesticidi. Gli stessi fondi d’investimento istituzionali americani — Vanguard, BlackRock, State Street — sono azionisti trasversali di questi gruppi contemporaneamente.
In questo contesto, la posizione dominante di Corteva è particolarmente significativa: è l’unica azienda a detenere licenze esclusive da UC Berkeley (CVC), Univ. Vienna e Univ. Vilnius, che la rendono la seconda impresa sementiera mondiale. Corteva vende a sua volta sub-licenze agli altri grandi gruppi. Gli agricoltori italiani ed europei non sono i beneficiari di questa struttura: ne sono i clienti finali, in una posizione di dipendenza crescente.
Il regolamento validato dal Consiglio non vieta i brevetti sulle piante NGT, contrariamente a quanto il Parlamento europeo aveva richiesto nella sua prima lettura del 2024. Il testo finale prevede solo obblighi di trasparenza: le aziende che registrano una varietà NGT-1 potranno dichiarare i brevetti esistenti, ma non rinunciarvi. Un gruppo di esperti sui brevetti sarà istituito, ma senza poteri vincolanti.
Parallelamente, il regolamento viene adottato prima che i programmi europei di ricerca sulla rilevabilità e tracciabilità delle NGT — DARWIN e DETECTIVE, finanziati dalla Commissione — abbiano prodotto risultati. Come documentato da ECVC (Coordinamento Europeo Via Campesina di cui ARI è membro) e da numerosi scienziati, la tracciabilità delle piante NGT-1 è tecnicamente possibile, ma richiede l’obbligo di pubblicazione dei metodi di rilevazione da parte dei titolari di brevetto. Tale obbligo non è previsto nel testo attuale.
Il senatore De Carlo definisce “favole pseudo-ambientaliste” le preoccupazioni di chi ha sollevato questioni su tracciabilità, brevetti e sovranità alimentare. ARI ricorda che tali preoccupazioni sono state espresse non solo da organizzazioni ambientaliste, ma da agricoltori biologici, selezionatori indipendenti, associazioni di consumatori, e da una ampia maggioranza del Parlamento europeo nella sua prima lettura della bozza di regolamento. Liquidare queste posizioni con un’espressione sprezzante non è un contributo al dibattito pubblico: è la rinuncia ad esso.
ARI chiede ai senatori Centinaio e De Carlo di confrontarsi con i dati reali sul mercato dei brevetti NGT, sulla struttura oligopolistica del settore sementiero mondiale e sui danni economici che l’approvazione finale del regolamento produrrà. La vera “cassetta degli attrezzi” per gli agricoltori italiani passa per la tutela del diritto di conservare, scambiare e vendere i propri semi, per la garanzia di tracciabilità lungo tutta la filiera e per l’esclusione delel risorse genetiche dal sistema brevettuale.
Non produciamo cibo, lo coltiviamo.
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