COMUNICATO STAMPA: Colà di Lazise 4 Giugno 2026
Un primo passo della Ue verso una più giusta redistribuzione dell’uso della terra agricola e dei soldi della Pac, la Politica Agricola Comune?
È quello che Ari, Associazione Rurale Italiana chiede con forza al neocostituito gruppo di esperti della Commissione Europea che si è riunito per la prima volta nei giorni scorsi. «Un gruppo – fa sapere Ari che in Italia rappresenta il Coordinamento europeo di Via Campesina (Ecvc), organizzazione europea dei contadini – che è nato grazie alla mobilitazione da parte di ECVC, ricercatori e società civile, che da tempo chiedono misure contro la concentrazione e la speculazione fondiaria in Europa».
«Uno dei temi centrali della prima riunione – spiegano Ari ed ECVC – è stato l’avanzamento del progetto per la creazione di un Osservatorio sulle questioni fondiarie nella Ue, su cui noi insistiamo da anni. E sarà importante che questo osservatorio identifichi quali aziende agricole stanno ricevendo i sussidi della Pac, a chi fanno capo e se stiano effettivamente e attivamente coltivando i terreni. Tale azione è indispensabile per impedire che i “latifondi” continuino ad accumulare denari pubblici attraverso complesse strutture proprietarie e partecipazioni in società agricole».
Per l’ECVC, la governance dell’Osservatorio è importante quanto i dati che esso produce. Un sistema informativo controllato esclusivamente dalla DG AGRI, da Eurostat e dalle grandi organizzazioni rappresentative produrrà indicatori che riflettono gli interessi dominanti nel settore. L’ECVC chiede che la struttura di governance sia esplicitamente pluralista.
Inoltre, per Ari ed ECVC è vitale che l’osservatorio preveda «la partecipazione delle organizzazioni dei piccoli agricoltori e della società civile, nonché la pubblicazione periodica di rapporti sullo stato dei mercati fondiari agricoli in Europa».
L’Osservatorio deve elaborare indicatori che possano essere utilizzati come condizioni nella PAC post-2027: l’accesso ai pagamenti diretti o al sostegno dei PSR dovrà essere subordinato al rispetto delle soglie relative alla concentrazione fondiaria e alla quota di giovani agricoltori.
L’iniziativa di ECVC di proporre una bozza di direttiva già al PE precedente all’attuale sull’accesso, l’uso e la protezione della terra agricola nella UE è stata un elemento centrale nella festa contadina del 2 giugno u.s a Roma presso la coop. CORAGGIO per discutere del tema “Chi si mangia l’agro Romano”.
«L’Unione Europea finora ha perseguito una politica fondiaria che ha favorito lo sviluppo di un modello agricolo intensivo in capitali a scapito di un’agricoltura su piccola scala, diversificata, più resiliente e sostenibile, intensiva in lavoro» spiega Alessandra Turco da Ari. «È il momento di invertire la tendenza e per questo continueremo a prendere iniziative per proteggere l’uso agricolo della terra e a fare in modo che la Commissione, anche attraverso questo gruppo di lavoro di esperti, faccia quello che il Parlamento europeo le aveva chiesto di fare già nel 2017: sviluppare uno strumento giuridico che strappi l’uso della terra agricola alle logiche del mercato e della libera circolazione dei capitali. ”
Contatti :
Alessandra Turco – CC ECVC e ARI +39 347 6427170
Antonio Onorati – ARI +39 340 8219456
Per interviste F. Garbarino – ARI +39 331 9092823
