Si è costituito , in coda all’incontro del 20 us di MASSIGNANO (AP) un gruppo di lavoro costituito da agricoltori, ricercatori, amministratori, associazioni, biodistretti, gruppi d’acquisto solidali (Gas) e cittadini che si è dato come obiettivo quello di programmare iniziative di sensibilizzazione e mobilitazione per contrastare l’avanzata dei nuovi Ogm (i prodotti delle NGT) in campo aperto e per tutelare la biodiversità delle sementi messa in pericolo dalla approvazione recentissima del regolamento europeo 2026/1388 per la quale la Ue sta cercando di accelerare i tempi. L’occasione è stata fornita dal convegno che si è svolto a Massignano (Ascoli Piceno), organizzato da Associazione Rurale Italiana (Ari) e Rete Gas Marche, in collaborazione con il biodistretto Picenum, CO-energia e Centro Internazionale Crocevia.
Durante la giornata, che ha visto una grande partecipazione, si è entrati nel merito esplorando esperienze di filiere virtuose sul territorio, testimonianze di chi già “resiste” e agisce a livello locale ed evidenze scientifiche che rigettano le e nuove tecniche genomiche, che rappresentano un rischio enorme per l’agricoltura che vuole rispettare e tutelare suolo, cibo e salute.
«Con la deregolamentazione voluta dalla Ue, gli agricoltori avranno le mani legate e i consumatori non potranno più scegliere quale cibo mangiare, perché scompaiono valutazioni precauzionali, tracciabilità ed etichettatura – ricorda Antonio Onorati di Ari – Oggi non basta più contrastare ciò che riteniamo possa mettere a rischio il nostro modello agricolo, occorre costruire alternative, mettendo in relazione chi produce, chi consuma e i territori locali, sostenendo filiere trasparenti, biodiversità e produzioni che scelgono di restare libere dai nuovi Ogm».
Nelle Marche questo percorso era già iniziato attraverso le iniziative dei Comuni che si sono dichiarati “liberi da Ogm” votando l’apposita delibera predisposta da Ari e Crocevia
e conta sull’impegno attivo del biodistretto Picenum: «In questa regione si sta provando a trasformare le singole scelte amministrative in un progetto più ampio, capace di coinvolgere aziende agricole, cittadini, associazioni e amministrazioni» aggiunge Alberta Cardinali di Co-energie
Parte dunque ora un confronto più ampio su scala regionale, che può contare sulla delibera con cui nel 2025 la Giunta regionale delle Marche ha approvato un Piano di prevenzione e contrasto che riguarda le campagne di semina fino al 2027. A ciò si aggiunge la mozione presentata il 18 marzo scorso in Consiglio regionale e dedicata proprio alla tutela dell’agrobiodiversità, delle filiere biologiche e del diritto alla trasparenza rispetto alle nuove tecniche genomiche Ngt/(Tea:, secondo il nome inventato dalle autorità italiane) «Ora bisogna fare in modo che questa mozione venga discussa e approvata al più presto – è stato ripetuto dai molti intervenuti – Dobbiamo mettere in rete tutti i potenziali attori di questo scenario e capire come tutelare concretamente il biologico, la biodiversità, i sistemi sementieri locali e le filiere che vogliono restare libere dai nuovi Ogm”
.Usciamo dal convegno di Massignano con l’impegno di rafforzare la rete dei territori, coinvolgere altri Comuni, costruire filiere libere dai nuovi Ogm e creare una comunità che faccia fronte compatto contro questa scelta devastante»
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